Annunci offerte di lavoro o richieste di impiego

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Non è certo una novità, ma negli ultimi tempi stanno fiorendo sempre più truffe a danno di persone senza una occupazione, che facilmente cadono nelle maglie di chi, furbetto, offre lavori assolutamente inesistenti.

Cercare un lavoro, sfogliando gli annunci di lavoro di riviste cartacee e online, è una attività che deve essere programmata bene. Nello stesso modo è obbligatorio prepararsi nel modo migliore a pubblicare un annuncio per cercare un lavoro.

Pubblicare un annuncio per cercare lavoro

Premettiamo innanzitutto che un’azienda seria non si mette di certo a sfogliare le pubblicazioni online per tentare di trovare il dipendente che sta cercando. Se ha intenzione di occuparsi della selezione in proprio, come spesso accade per le realtà piccole o medie, metterà un annuncio dove si chiede di inviare un CV o comunque rispondere a un loro annuncio. Avete guardato quante centinaia di richieste di lavoro sono presenti sui portali anche meno diffusi? Chi avrebbe tempo di guardarli tutti? Sarebbe un’assurdità.

Se si trattasse di una azienda più grande, facilmente si affiderebbe a una agenzia di recruiting, di ricerca lavoratori, che si occuperebbe della selezione, fino a portare davanti al responsabile HR una stretta rosa di candidati, di solito due o tre, fra cui uno già indicato come il migliore, e gli altri a contorno e paragone, senza quasi speranza se non quella di farsi una passeggiata.

Capirete perfettamente, dunque, che scrivere un annuncio e pubblicarlo è una vera e propria perdita di tempo, tranne per attività davvero molto specifiche, che richiedono molto sforzo da parte del datore. Ad esempio un panettiere, disposto a svegliarsi all’alba (le 3/4 del mattino) con una solita esperienza, potrebbe essere cercato da un panificio disperato dopo aver pubblicato decine di annunci.

Nello stesso modo un artigiano specializzato e difficile da trovare, come un saldatore, un fabbro, un falegname con esperienza.

Assolutamente inutile, e anzi controproducente, aggiungere un vostro annuncio se state cercando un lavoro da segretaria/o, da contabile, impiegato generico, amministrativo o cameriere.

Nonostante tutti scrivano di aggiungere la propria foto, sul cv, e non è sbagliato quando si sa a chi si scrive, mettere il proprio sorriso a disposizione di chiunque sulle pubblicazioni online rischia di inondare la vostra casella email o whats’up di messaggi che hanno tutti gli interessi del mondo, tranne quello di offrirvi un lavoro serio. I maniaci in questi casi sono più gli uomini, ma le ragazze non possono nemmeno immaginare che scopo possano avere le loro foto pubblicate.

Per non parlare di chi si spaccia da super manager con nomi in inglese altisonanti – abbiamo avuto da pochissimo una discussione a questo proposito su Linkedin, con altri conoscenti e imprenditori – per un appuntamento fittizio di lavoro, a cui la o il povero disoccupata/o corrono speranzosi. Capendo solo all’ultimo che si tratti di un modo subdolo per conoscere una persona.

Quindi, tranne rare eccezioni, lasciate perdere un annuncio. E lasciate perdere le foto.

Abbiamo fatto un test con Lolli Group

Abbiamo pubblicato un annuncio su un portale, molto diffuso, di annunci online. Forse il più diffuso in Italia, o al massimo il secondo.
L’annuncio – duplicato, doppio – parlava di un gestionale, offerto allo stesso identico prezzo, con le stesse identiche caratteristiche. L’annuncio era sullo stesso portale, pubblicato nello stesso identico periodo. L’unica differenza era data dalla foto.

In un caso una immagine dedicata al mondo dei computer, in linea con il software offerto, ovviamente. Nel secondo caso una ragazza, una nostra collaboratrice, che si è lasciata fotografare in bikini. Niente che non si possa vedere su una qualsiasi spiaggia.

Risultato? In un mese nel primo caso 30 visite, nel secondo caso 450 visite! Per non parlare dei messaggi, centinaia. Solo con la foto “seria”, però, c’è stato il contatto con un cliente nuovo, mentre tutti gli altri erano abbagliati dal bikini e non dal gestionale.

Penserete che sia diverso, se mettete una foto del viso, e non del corpo, men che meno in bikini? No, è lo stesso. Se non ci credete provate pure, i risultati saranno solo una perdita di tempo.

Scrivete in italiano!

Una persona che conosco, presuntuosa al punto di autoconsiderarsi uno dei top della sua epoca, al contrario un volgare borghesuccio a cui nessuno darebbe credito, è abituato a inserire almeno tre punti esclamativi ( !!! ) in ogni frase, e almeno tre punti interrogativi alla fine di ogni domanda ( ??? ).

Questo è uno di quelli a cui non tanto il padre e la madre, purtroppo ignoranti come lui, ma almeno la maestra a scuola e i professori alle medie, dicevano la solita frase: “Leggi, leggi !” (qui il punto esclamativo ci poteva stare)

Un esempio reale eccolo qui, trovato di fresca pubblicazione su un portale di ricerca e offerta lavoro:

operatore cinofilo con esperienza trentennale presso anbulatori veterinari pensioni e negozi di pet cerca lavoro in tali strutture si garantisce serieta professionalita e amore per i nostri amici a 4 zanpe

Non è stato cambiato niente, è stato solo fatto un copia-incolla.

Diversi errori nella stessa, brevissima, frase. Di certo non lo sceglierebbe nessuno con una cultura almeno di medio livello. Forse è una persona non italiana, ma in questo caso avrebbe fatto meglio a scriverlo.

Chi lo dovesse leggere lo chiamerebbe solo per tentare di fregarlo in qualche modo. Si, perchè fra i tanti sistemi, ora è molto in voga il corso di formazione a pagamento.

Quelli seri, beninteso, sono organizzati spesso dalla Regione di appartenza, dalla Provincia o Comune, e le iscrizioni passano attraverso associazioni o enti seri, che utilizzano i fondi non per le vacanze al mare o per cene al ristorante, ma per erogare corsi utili e formativi, gratuiti per gli utenti.

Da qui i soliti furbetti sono partiti per organizzare corsi a pagamento, e spesso le cifre sono tutt’altro che basse. A partire da 500 euro, per arrivare a 1000 e superarle. Il corso per “Assistente Veterinario” è uno di questi. Non ha davvero alcun senso, e l’offerta formativa non serve a nulla, tanto meno ai veterinari, che si affidano a collaboratori con una preparazione universitaria, se servono, o a semplici inservienti se le necessità sono di ordine manuale.

 

Altri propongono il corso per buttafuori, guardia della sicurezza, portiere notturno, security agent (che poi vuol dire cosa? boh). Oltre al costo esorbitante, oltre alla preparazione totalmente inutile, ciò che è peggio è offrire con certezza un lavoro, promettendo un posto fisso ben remunerato a tutti i discenti.

In questa rete sono purtroppo cascati molti nostri amici e conoscenti, e hanno capito solo dopo un paio di mesi dalla fine del corso – e del pagamento – che non c’era alcun lavoro di security ad attenderli, all’uscita della scuola.

Vale la regola generale: per un lavoro non si deve mai pagare, e bisogna SEMPRE essere pagati. Magari si può accettare un contratto o uno stipendio momentaneo più basso, con un termine ben definito, magari di una o due settimane, fino a un mese o poco più. Per il resto, però, se vi offrono un lavoro dove dovete pagare voi qualcosa, lasciate perdere.

Lasciate perdere anche se ne siete tentati

Anche se siete della categoria degli -anta e nessuno vi ha chiamato fino ad ora.
Se non avete stimolato nessuno, e avete qualche carta ancora da giocare, dovete affinare il vostro CV, mandarlo alle persone giuste, prendere la ricerca del lavoro come un lavoro vero e proprio.

Noi di Lolli Group – divisione Lolli Old – possiamo certamente aiutarvi. Mandateci il vostro CV via mail, e vi daremo subito e molto volentieri un consiglio su come sistemarlo. Volendo possiamo anche pensarci noi, ma non sarà difficile seguire le nostre indicazioni.

L’indirizzo a cui spedire il vostro CV e una lettera di presentazione (se non l’avete è da fare, indispensabile) è questo: revisionecv@lolligroup.com

Se avete un dubbio, scriveteci: la nostra banca dati gestionale comprende migliaia di aziende serie e meno serie, migliaia di annunci già vagliati, numeri di telefono già riconosciuti come fasulli o offerenti lavori inesistenti.

E scriveteci anche se un dubbio NON lo avete, non si sa mai.

 

 

 

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