Indennità di disocupazione NASpI: sostegno del reddito a disoccupati

disoccupato inps naspi lolli old

Se state leggendo è probabilmente successo: vi hanno licenziato.

Forza, dopo il primo periodo di arrabbiatura nei confronti di un datore di lavoro che non ha trovato modi migliori, probabilmente, per sistemare una situazione fallimentare, dovrete farvene una ragione.

Intanto mettetevi subito all’opera. Curriculum aggiornato è il primo passo, poi immediatamente cominciate a spedirlo leggendo tutti i siti che offrono qualche attività adatta alla vostra esperienza.

Inutile darvi false speranze: se avete compiuto gli -anta vi chiameranno solo, se sarete fortunati, nell’1% dei casi. Spesso i lavori saranno di vendita porta a porta, commerciali, basati comunque su provvigioni. Nulla a che vedere con il posto, magari in amministrazione, che vi hanno costretto a lasciare, sostituendovi con uno stagista da 500 euro al mese, assunto a nome di una società diversa e fittizia per tentare (ma non ce la faranno, tranquilli) di pagarvi le indennità che un giudice del lavoro stabilirà per voi.

Iniziate comunque a guardare se avete le carte in regola per il sostegno NASpI dell’INPS. Di solito tutti gli ex lavoratori dipendenti sono in regola per chiederlo e ottenerlo, ma i tempi sono – come sperare altrimenti – incredibilmente lunghi. Aspettatevi dunque qualche mese in bolletta, e centellinate i soldi della liquidazione, se ve li hanno versati.

Molti preferiscono rivolgersi direttamente a un CAF, che potrà seguire la pratica direttamente per voi. E’ una soluzione, ma non avrete la situazione in mano, e dovrete solo sperare che tutto sia stato fatto nel modo corretto. Spesso l’INPS blocca la pratica per un’inezia, ma non verrete a saperlo se non molto in ritardo. Parliamo comunque di mesi. Intanto voi e la famiglia dovete mangiare, immagino.

La soluzione per fare tutto da soli è avere innanzitutto il PIN per il sito dell’INPS. Oppure una autenticazione che chiamano SPID, e che permette di entrare un po’ in tutti i siti della pubblica amministrazione.

Le due autenticazioni sono equivalenti, perchè non chiederle comunque entrambe?

Iniziamo dalla prima. Come richiedere il PIN INPS

  1. Andiamo sul sito dell’inps, www.inps.it e scegliamo la sezione “Entra in My INPS”
  2. Si aprirà QUESTA PAGINA di autenticazione, e la prima delle opzioni è l’uso del PIN
  3. Scegliamo Richiedi e gestisci il tuo PIN e clicchiamo su “Richiedi il PIN”
  4. Segue la solita procedura di richiesta informazioni anagrafiche, che termina con il rilascio della prima parte del PIN, da tenere da parte (fate uno screenshot alla pagina, e se non ne siete capaci stampatela e fatene una copia in PDF, o almeno una foto con il cellulare).
  5. La seconda parte del PIN arriverà a casa nel giro di qualche tempo. A seconda della zona, passeranno giorni o qualche settimana.

Per ovviare a queste lunghe attese, chiediamo ANCHE l’autenticazione SPID

Lo SPID: cos’è e come si chiede

L’amministrazione pubblica ha avuto finalmente una buona idea. Utilizzando username (di solito la mail) e una password, si può entrare in tutti i siti web che hanno a che fare con lo Stato, e leggere le proprie posizioni.

Così è possibile consultare l’agenzia delle entrate, vedere la posizione INPS, entrare in molti siti di amministrazioni regionali, provinciali, comunali. Insomma, con un solo codice potete evitare chilometri di file e ore di attesa.

Ci sono diversi enti autorizzati ad emettere lo SPID per un utente.

Io ho utilizzato, per comodità, le Poste Italiane. Altri gestori offrono un servizio, mi dicono, uguale e in alcuni casi migliore.

Vi descrivo in breve quello che conosco, ma la vostra esperienza è sempre ben accetta con un commento all’articolo.

Richiedere SPID a Poste Italiane

  1. Andate sul sito dedicato delle Poste, QUI
  2. Se avete già un conto Bancoposta o PostePay, o siete in altro modo registrati sul sito Poste Italiane, tutto sarà più semplice, perchè i campi da compilare saranno molti meno. In ogni caso cliccate su “Registrati subito”.
  3. La prima cosa che si chiede nella pagina che si aprirà, a QUESTO LINK, sarà come farvi riconoscere, per certificare la vostra identità SPID. Si, perchè il processo non può essere solo online, qualcuno dovrà guardarvi in faccia e stabilire che la persona che si è registrata siete solo voi. Scegliete l’opzione che vi fa più comodo. Come detot se siete già clienti Bancoposto potete sfruttare la macchinetta lettore Bancoposta. Potete scegliere che un incaricato delle Poste venga addirittura a casa a riconoscervi, oppure, frse l’opzione più rapida, scegliere di andare voi alla posta a farvi riconoscere, prendendo un appuntamento.
  4. Compilate al solito tutti i campi, prendete nota e registrate le pagine finali di conferma, e prendete appuntamento alla Posta più vicina, o andateci direttamente, per farvi riconoscere. Vi servirà la user della vostra SPID, di solito la vostra mail, e un documento di identità.

Non è semplice?

Con questa autenticazione potrete entrare direttamente nel sito dell’INPS, al link detto prima.

Andate nella barra della ricerca, dove c’è scritto “Cerca” e scrivete semplicemente NASPI.

Si aprirà una pagina di risultati come questa che vedete a lato, e la prima a sinistra dovrebbe essere la vostra scelta.

Cliccate sul tasto “Accedi” e si aprirà un Popup. Dal popup (immagine a fianco) scegliete “Domande per prestazioni a sostegno del reddito”.

Ci siete. Ora cliccate sulla prima delle opzioni nel menu a sinistra, e scegliete “Invio Domanda”. Ci sarà da inserire l’anagrafica, l’ultimo lavoro svolto, e potrete mandare avanti la vostra richiesta di sussidio di disoccupazione in una decina di minuti.

Una opzione da scegliere è la modalità di pagamento (quando arriverà) del contributo. Scegliendo l’assegno postale riceverete a casa, in una busta, direttamente l’assegno da versare. Scegliendo il più semplice accredito bancario dovrete al contrario scaricare un modulo e passare fisicamente in banca per farvelo timbrare e vidimare.

Già che avete lo SPID, non dimenticate di andare a controllare anche gli altri siti web della pubblica amministrazione, per verificare la vostra posizione. Primo fra tutti quello dell’Agenzia delle Entrate. Potreste avere sorprese davvero inaspettate, e mi auguro per voi non sia così!

 

Forse potresti leggere anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.