Iniziare una nuova vita: la seconda

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Una nuova vita può iniziare a qualsiasi età.

nuova-vita-lolli-old-stradaStamattina ho sentito una fitta alla caviglia, probabilmente gli sbalzi di pressione atmosferica e una frattura mal guarita, di un paio di anni fa. Poco prima, mentre mi vestivo per uscire e come sempre ascoltavo le notizie al telegiornale del mattino, ho sentito parlare il giornalista Franco Di Mare, mentre raccontava di come la nostra seconda vita inizi nel momento in cui ci rendiamo conto di aver vissuto la prima.

Penserete: “Cosa c’entra la frattura e il dolore alla caviglia?”.

Prima vorrei aggiungere un inciso. So benissimo che accendere la televisione al mattino è una cattiva idea, che è un po’ come alzarsi e guardare subito il telefonino. Fatto sta, però, che da piccolo mio padre me lo ha sempre negato con tutte le forze, sostenendo che la tv rimbambisca, e lo faccia ancora di più se vista la mattina presto. Invece bisognerebbe leggere il giornale. Il giornale lo leggo, certamente, ma dato che non ho il giornalaio in casa, quando mi sveglio e mi vesto posso informarmi delle news solo dalla televisione – la radio nemmeno ce l’ho – e soprattutto mi sembra di essere ancora quel ragazzino che trasgredisce a una regola imposta. Stupidaggini, certo, ma volevo rendervene partecipi.

Torniamo alla frattura, rimarginata ma dolorante. La frattura non è stata la conseguenza di una semplice caduta, ma di qualcosa di ben più grave e pericoloso. Per una disattenzione, ho avuto 4 tonnellate, ovvero 4000 Kg di ferro e acciaio sulla caviglia, che poi si sono spostate sulla gamba, infine su entrambe le gambe. Solo una mano dal cielo ha potuto evitare che ci morissi, e anzi è andata fin troppo bene, me la sono cavata con poche fratture e un po’ di lividi.

Cos’è sto affare di 4 tonnellate? Un trattore, un trattore a cingoli usato in campagna per i lavori classici di pulizia dei terreni. Un bestione che non dovrebbe passare sulle gambe delle persone, e come dicevo solo per un soffio non mi ha ammazzato. A rivivere e ripensare quello che è successo, mi vengono ancora adesso i brividi.

nuova-vita-lolli-old-trattoreTanto per avere un’idea precisa del mezzo di cui sto parlando, vedete qui una foto, utile a chi legge ed è meno “campagnolo”. Prima una gamba, poi entrambe, sono finite sotto quei cingoli che potete vedere in foto. Fosse successo solo 30 cm più in alto, sarebbe passato direttamente sulla pancia, e sarei morto. Non fossi riuscito a tirare fuori da solo le gambe da sotto, grazie a un terreno pieno di sabbia, sarei morto in attesa dei pompieri, vista la zona desolata e lontana da tutto e tutti.

Ho avuto tutto il tempo di rendermi conto di quello che stesse succedendo, ho potuto pensare e riflettere, e capire che sarei morto di lì a poco. Non mi è passata davanti tutta la vita, come dicono nei film, ma pensavo solo e unicamente che mi dispiaceva. Mi dispiaceva per le pochissime persone che avrei lasciato, mi dispiaceva per aver fatto una mossa sbagliata che mi era costata quella situazione da cui sembrava impossibile tirarsi fuori. Provavo, tiravo, provavo ancora a tirare fuori le gambe mezze maciullate e sicuramente fratturate, ma non ci riuscivo. Il dolore era enorme, ma in quel momento non ci pensavo. Sapevo che sarebbe potuto venire un embolo mortale, sapevo che avrei potuto perdere le gambe, sapevo che in qualche modo quella bestia che mi schiacciava parzialmente in un modo o nell’altro mi avrebbe portato a morire.

Poi inaspettatamente sono riuscito a tirarmi fuori, vi risparmio i dettagli, ma ce l’ho fatta. Per arrivare fino alla macchina ho camminato per un chilometro a quattro zampe, perchè non riuscivo a stare in piedi, ovviamente. Poi ospedale, e solite cose.

Volete sapere la parte più bella? Questo è successo di sabato, e la prognosi e la malattia erano di circa 90 giorni. Ingessato in vari punti che cosa ho fatto lunedì? Sono andato in ufficio! E in quella occasione lavoravo per una ditta privata, una ditta che tempo dopo non si è fatta scrupoli a buttarmi via, e addirittura a denunciarmi. E io, invece di starmene a casa a vedere la tv, andavo ogni mattina con le stampelle e due gambe sbriciolate, senza nemmeno timbrare perchè non avrei nemmeno potuto essere lì.

E chi se ne frega…

Sapete già dove voglio arrivare, immagino. Io ho avuto questa tremenda esperienza, che si è andata semplicemente a sommare a molte altre pesantissime nella mia vita. Questa riguardava il fisico, ma quelle contro l’anima non sono certo state da meno. Spesso mi sono sentito dire di tutto, fra cui fallito, ignobile bastardo, ipocrita, falso, traditore. In molti casi mi hanno detto – e ho pensato anche da solo – che tutto quello che ho toccato, persone o cose, in qualche modo l’ho distrutto. Pensate un po’, tutte queste persone che mi hanno insultato in tutti questi modi, e che mi odiano con tutta la loro forza, non le ho di sicuro sentite dopo quell’incidente. Nessuno di questi è mai stato un amico, un parente vicino, una persona che si sia preoccupata per me. Una persona, al racconto dell’accaduto, ha detto semplicemente “Ah!”. Come quando dici che ieri ha piovuto, più o meno.

Alla fine, dunque, chi se ne frega di tutti questi personaggi. Per le piccole attività che sono in grado di seguire mi impegno al limite. Queste me le sono per forza di cose dovute inventare dopo, come detto prima, essere stato sbattuto via non una, ma due volte da impieghi a tempo indeterminato, in mezzo a denunce, intercettazioni telefoniche, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, esposti, e molto altro.

Tutte queste persone coinvolte alla fine che cosa fanno per voi e la vostra vita? Non è vero che vi hanno causato solo danni, dolori, fastidi?

Per chi ha perso il lavoro, c’è stato forse qualcuno che si sia preoccupato di rendere la disoccupazione meno problematica? Oppure lo hanno fatto e basta, addirittura qualche volta anche prima delle vacanze estive, in modo da andare al mare (loro, ovvio) senza più pensieri?

Nuova vita

Ricominciate, quindi, rendetevi conto che questa fase è la vostra nuova vita. E attenzione, questa è la vostra seconda – e ultima – occasione. Ultima volta, non ci saranno altre occasioni.

Quanto vi manca alla morte? Quanti anni avete? L’età media se non ricordo male è intorno agli 81 anni, togliete da quella cifra i vostri, ottenete il tempo che vi rimane.

Volete passarlo tutto a preoccuparvi di ciò che dicono o fanno gli altri? O volete pensare alla vostra vita, e magari a quella di chi davvero vi sia vicino?

Vale la pena perdere anche cinque minuti di quegli anni che vi rimangono per colpa di questi haters, invidiosi e pregni di cattiveria nell’animo? Quale è stato il vostro “trattore”, nella vita passata? Dopo quell’esperienza credete ancora ci sia del tempo da perdere?

Iniziate dunque a cambiare, iniziate sul serio e prendete una nuova strada. Fate come se aveste di nuovo 16 anni, o 18, e ricominciate da zero. Scegliete ciò che vi manca, che sia lo studio, ad esempio l’università che avreste voluto fare, o una passione, la realizzazione di mobili in legno, o shabby chic. O viaggiare, se potete economicamente, oppure andare a visitare musei e borghi nella vostra zona. Oppure leggere, o ancora insegnare ai bambini qualcosa di ciò che avete imparato nella prima vita, o dedicarvi al volontariato.

Pensate a voi, e per tutti questi problemi di ex mariti e mogli, amanti, datori di lavoro, licenziamenti, mobbing, assumete un professionista. Un avvocato, un consulente, e fate fare a lui. Lo pagate, non vi preoccupate di altro, ci penserà lui. Soprattutto: chi se ne frega. Voi ricominciate di nuovo.

E in bocca al lupo, andrà sicuramente bene.

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