Licenziati, over anta e senza un ufficio

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Licenziati o comunque senza un lavoro in “ufficio”, con tanto di scrivania alla Fantozzi, poltrona in pelle umana (solo per gli alti dirigenti) ed eventuale pianta di ficus alle spalle, prima o poi avrete bisogno di una postazione dove lavorare.
A casa non ci sarebbe niente di male nel trovarsi un angolino tranquillo: i più abbienti avranno magari a disposizione una vera e propria stanza studio in più, lontano da aspirapolvere e cagnolini nevrotici. Vostra moglie o compagna, prima o poi, troverà una scusa per sbattervi fuori di casa.
Il telelavoro da casa, infatti, non è ancora sufficientemente maturo. L’impressione è sempre e solo quella di ciondolare fra una stanza e l’altra, per far passare il tempo. Anche se, lo so perchè si tratta di un sistema che utilizziamo in Lolli Group con diversi collaboratori, non è per nulla così. Dipende dalla voglia di lavorare e dalla capacità di concentrarsi.
Ci sono alcune opzioni disponibili per i disoccupati con il loro zaino in spalla, per fare in modo di appoggiarlo – almeno talvolta – in qualche angolo.

Affittare un negozio, ufficio, magazzino, laboratorio

Se dovessi consigliare di buttar via una parte – o tutta – la liquidazione ricevuta dal vecchio datore di lavoro, quello che vi ha scambiato con uno stagista di 23 anni e 500 euro al mese, vi proporrei un negozio su strada, piuttosto che un ufficio. Certamente dipende moltissimo dal prodotto o servizio che proponete, ma anche per un consulente avere una vetrina, pur piccola, su strada, aiuta molto. Un ufficio richiede un investimento pubblicitario superiore, fate due conti e scegliete in modo oculato.
Non credo, poi, che sia necessario scrivere nero su bianco di trovare un luogo con un minimo di passaggio. Ci sono negozi e uffici a prezzi ridicoli, ma chiedetevi sempre quale sia il motivo. Difficilmente stavano aspettando proprio voi per affittarli, e ancora più difficilmente riservavano un prezzo speciale proprio per la vostra impresa.
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Scegliere un co-working, ufficio condiviso o parte di uffici esistenti

In alcune città è nato un vero e proprio boom di questi co-working, uffici condivisi. Abbiamo avuto occasione di visitarne alcuni per voi, valutandone i pro e i contro.
Iniziamo dai co-working, imprese vere e proprie nate per affittare uffici o parte di essi. Si tratta di una società che possiede e gestisce un ufficio, di solito mediamente grande, e che offre scrivanie complete e fisse, ovvero ogni volta che ci andate prendete sempre la stessa scrivania, oppure tavoli condivisi. In questo caso entrate di solito in una grande stanza e prendete il primo spazio che capita, come succede, ad esempio, in biblioteca.
Il prezzo è ovviamente differente per la scrivania singola e “monogama” rispetto al “buttati dove capita”. A Roma andiamo dai 150 ai 300 in media al mese, con alcuni sotto e sopra gli estremi inferiori e superiori.
I servizi offerti dovrebbero essere inclusi, e trattarsi almeno di stampa, scansione, ovviamente internet wi-fi, magari sale riunioni che possano essere prenotate e pagate a parte, quando servono.
La maggior parte della gente capisce ormai solo la parola fibra, riferendosi a internet. Vi consiglio di effettuare un brevissimo test di velocità della ADSL nella struttura. Anche se, appunto, avranno detto che la rete è velocissima perché è arrivata la fibra.
Aprite Google e cercate “Test ADSL”, usatene uno a caso e andrà bene (uno fra tanti è questo, cliccate QUI). La velocità dipende da molti fattori, ma una risposta di meno di 10 Mbps in download e di 1 Mbps in upload renderà difficile il vostro lavoro in questo co-working.
Un altro test che vi consiglio, prima di prendere accordi per più tempo, è verifcare se l’indirizzo IP utilizzato da questo ufficio non sia o sia stato oggetto di abusi, sulla rete. Lavorandoci molte persone insieme, infatti, è facile che qualcuno si sia dimenticato delle buone maniere sul web, e abbia usato proprio quella ADSL per inviare spam di ogni tipo. Una segnalazione è sempre possibile, e danneggerebbe anche voi e il vostro lavoro.

Ecco come fare il check per un indirizzo IP

• Collegatevi alla rete del Co-Working in qualche modo, con un vostro computer portatile (Wi-Fi o via Cavo LAN)
• Aprite il browser e andate su www.myip.is
• Prendete nota (va bene selezionare i numeri e cliccare con il tasto dentro su “copia”) dei numeri dell’indirizzo IP. Qualcosa del tipo 192.167.88.90. C’è scritto “Your IP address is:”. Ecco selezionate i numeri della riga sotto.
• Andate sulla pagina web https://mxtoolbox.com/blacklists.aspx
• Incollate l’indirizzo IP di prima nella casella bianca e date “BlackList Check” – l’unico tasto che c’è…
• Per farla semplice, se non esce nessuna indicazione in rosso, con una X o con un “ERROR”, va tutto bene. Altrimenti l’indirizzo da cui vi state collegando ha qualche problema in rete.
Comunque il consiglio principe è uno solo: iniziate con un mese di prova, o meno se possibile, diffidate di chi necessita di un contratto minimo più lungo, specialmente se con pagamento anticipato.

Uffici condivisi: prendete in affitto una stanza

Un altro caso da verificare a fondo. Si tratta di professionisti che hanno fatto il passo più lungo della gamba, e si sono uniti in più d’uno per affittare un ufficio con numerose stanze. Qualcuno, strada facendo, ha voluto o dovuto abbandonare il posto, e la spesa dell’ufficio completo è troppo elevata per i professionisti rimasti.
Qui non avete grandi margini di contrattazione, proprio perché vi dovete accontentare delle scelte fatte da altri, in altri periodi, magari in momenti di affitti più elevati.
Da quanto visto in giro, difficilmente queste opzioni sono competitive con le altre offerte. Talvolta un ufficio condiviso costa di più di un equivalente da affittare da soli, nella stessa zona.
Un vantaggio è la possibilità di accedere a zone molto centrali o rinomate, pagando una quota d’affitto minima rispetto al valore. Probabilmente non riuscireste ad accedere a uffici in Via Barberini a Roma o San Babila a Milano, se non prendendo una stanza lasciata libera da altri.coworking 2 lolli old
L’opzione è molto attraente, ma vi serve davvero? Serve davvero vantare un ufficio in zona tanto centrale? Dovete ricevere persone che devono essere colpite dalla magnificenza del vostro ufficio?

Un luogo pubblico: le biblioteche

Molte biblioteche pubbliche offrono un servizio all’altezza dei migliori co-working. Le strutture sono spesso ben condizionate in estate e riscaldate d’inverno. Internet funziona più che bene, l’accesso è, per quanto ne sappia, gratuito in tutti i casi e in tutta la penisola.
Trovare un angolo tranquillo e con una presa per il computer non sarà impresa impossibile, e l’unico problema sarà incontrare eventuali clienti in qualche altro posto. La maggior parte dei consulenti, però, si muovono verso le aziende clienti, raggiungendoli nei loro uffici. Un problema in meno, dunque.

In tutti i casi avete perso il lavoro precedente, d’accordo, ma questo è incidentale. Il futuro, nel vostro ufficio nuovo, condiviso con altre persone o da soli, è il vostro nuovo futuro. Iniziate a godervi la sensazione di non dover rendere conto a nessuno se non a voi stessi, provvedete a organizzare subito la vostra giornata e il vostro tempo.
Se lavorate in proprio è il momento di pensare alla comunicazione e al marketing, cambiare sede, averne una nuova, sedersi in una poltrona moderna – pur non di pelle umana, si spera – sono tutte occasioni per comunicare attraverso i social.
Il posto dove andare ogni mattina, dal lunedì al venerdì almeno, se non anche il sabato per alcuni, fa parte di una routine che dovrete a tutti i costi riprendere. Se prima andavate controvoglia a sentirvi bacchettare dallo stesso stagista che vi ha portato via il posto, consapevoli di quello che sarebbe successo, ma ancora speranzosi in un momento di benevolenza del capo, ora non avete scuse per iniziare male la giornata.
Sedetevi sulla vostra nuova scrivania, prendetene possesso, sentitene gli odori e carpite i rumori che vengono dalle altre stanze vicine. Aprite Linkedin, e poi Facebook e Twitter e Instagram, aprite i vostri blog e aggiornate tutto.
Scrivete a tutti dove siete, scrivete per ricordare che cosa fate, perché siete lì, da soli.
Oppure scrivete che siete parte di un gruppo che finalmente vi vuole, vi cerca, vi valorizza, come ad esempio facciamo noi di Lolli Group.
Noi che non vediamo limiti di età, e che anzi vogliamo collaboratori con qualche o tutti i capelli bianchi.
Guardate il film “The Company Men”, capirete cosa intendiamo noi in Lolli Group.

E se proprio vi piace, appendetevi le frasi di Steve Jobs, prima fra tutte “Stay foolish…”.

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