Mi hanno licenziato: che fare adesso? 4 mosse giuste da iniziare a settembre

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Mi è venuto in mente il titolo mentre, stamattina, ripensavo all’autista dell’autocisterna che ha preso fuoco, ieri 6 agosto, mentre ancora stavamo commemorando le persone polverizzate dalle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki (clicca qui per approfondire su Wikipedia).

Ieri per poco non è successo qualcosa di simile, in scala migliaia di volte ridotta, e solo una serie di coincidenze non hanno portato il numero dei morti a crescere. Andrea Anzolin è l’uomo che guidava la cisterna di GPL, e che è andata a sbattere con forza sul camion davanti.

L’uomo aveva 42 anni, viveva in provincia di Vicenza e lavorava per la ditta “Loro” di Lonigo, sempre nella provincia vicentina. Sembra fosse un autista esperto, e c’è da crederlo. Non si affida a una persona qualsiasi una autocisterna piena di GPL, gas il cui potere esplosivo conosciamo tutti, e la maggior parte ha sentito delle esplosioni di stufette a gas, spesso in fatiscenti ricoveri invernali.

Ho pensato che Anzolin, ieri mattina, si sarà svegliato probabilmente presto. E’ partito poi per una destinazione non certo vicino a casa per delle consegne, o per riempire la cisterna da riportare alla ditta, e immagino avrà svolto il suo lavoro, come tanti altri giorni prima di ieri, con la stessa accuratezza e attenzione di sempre. Ci diranno poi se si è trattata di una distrazione alla guida, o di problemi tecnici del mezzo.

Comunque Anzolin non credo sia stato un manager da migliaia di euro al mese che si è preso un anno sabbatico, molto più probabilmente aveva accettato di fare quello che sapeva fare discretamente bene, per sbarcare il lunario e mantenere la famiglia. lolli-old-borgo-panigale-esplosione-tangenziale-bologna-750x391

In molti darebbero quasi la vita per avere il lavoro di Anzolin, dopo averne perso uno, con un’età che supera gli -anta. Se ci pensate, poi, l’unica età in cui si possa essere licenziati, nel nostro paese, è proprio quella dai 45 ai 55, poco più, poco meno. Prima siete un un limbo fortunato, se avete un contratto stabile, e non siete fra la maggior parte degli ultra trentenni ancora con contratti rinnovati di anno in anno.
Dopo, intendo dopo i 55/60, essere licenziati direi che è più una evenienza unica. Se anche il responsabile HR non si è messo una mano sulla coscienza, dovendo per forza tagliare risorse, una persona di quell’età non posso pensare sia completamente inutile al benessere dell’azienda.

Vi hanno licenziato? Siete in quella fascia d’età, o mi sbaglio? Percentualmente dovrei essere nel giusto.
E’ estate, agosto, le città sono quasi completemente deserte. Vi hanno licenziato a fine luglio, probabilmente, per avere il cuore leggero e andarsene in vacanza tranquilli. Chi pensate che se ne freghi di voi, delle vostre vacanze o di quelle della vostra famiglia?
Se non avete messo da parte nulla, e non sarebbe così strano, essendo di solito le spese maggiori degli introiti mensili, specialmente con tutti gli extra in previsione della stagione estiva, sarete forse anche in difficoltà nell’andare verso mete estive.

Cosa fare, dunque? 4 mosse giuste per chi è stato appena licenziato

1) Fatevi passare l’arrabbiatura

Non c’è verso che non siate tristi, delusi, sconvolti e scontenti. Vi chiedete perchè proprio a voi sia successo, quando non avete fatto mai nulla di più e nulla di meno degli altri (forse anche questo è un motivo, no?). Se non hanno licenziato solo voi, ma si è trattato di un licenziamento collettivo, probabilmente siete solo un numero. Un numero che aveva un costo, e quel costo doveva essere tagliato. E se non siete parte di un licenziamento collettivo, ci saranno altre ragioni, che esulano però dalla nostra breve e forse banale lista.

Dovete farvi passare il nervoso per affrontare i passi successivi con disinvoltura, e portare a casa qualche risultato. Quindi prendetevi qualche giorno di relax assoluto. Va bene la telefonata e la discussione con moglie/compagna/parenti/amici su quanto siano senza cuore quelli che vi hanno lasciato a casa, e va bene anche preparare un esposto per l’INPS, se ci sono stati contributi omessi, per la Guardia di Finanza, se avete in mano fatture false, ai NAS, se lavoravate in un ristorante dove insieme ai commensali mangiavano topi e blatte, e a tutti gli enti a cui possano interessare le schifezze varie commesse dai vostri ex datori di lavoro. Anzi, dovete andarci, e forse avreste dovuto andarci anche prima (visto a cosa è servito tenere nascosti quei rendiconti fasulli?).

Quando avete fatto tutto, andate avanti. Non prima, rovinereste tutto e nella migliore delle ipotesi dovreste ricominciare da capo.

2) Trovare un lavoro, è un lavoro

Il mercato è probabilmente completamente diverso da quando avete iniziato a lavorare. Il cambiamento è proporzionale a quanto ci siete rimasti male dopo aver letto la raccomandata o il telegramma in cui si annunciava che i vostri servizi non fossero più necessari.

Dunque per prima cosa sistemate il curriculum. Con l’occasione cercate di renderlo leggermente più moderno e al passo con i tempi, alleggerendolo di moltissime esperenze. Aggiungendo attività, corsi, esperienze all’estero, il mio curriculum a un certo punto aveva raggiunto le 12 pagine. Un giorno ho messo da parte l’orgoglio per quella lista lunghissima, e ho iniziato a tagliare tutto, fino a ridurlo a più adatte 2 pagine.

Ci sarà tutto il tempo di raccontare a voce le altre 10 pagine a chi fosse interessato, ma un cv più lungo di 2/3 pagine (3 secondo me sono troppe) sarà di certo cestinato. Preparatelo nel migliore dei modi, non sono le solite chiacchiere a definirlo il vostro primo biglietto da visita. Chi lo legge potrebbe essere interessato a voi e a quello che fate, ma deve anche potervi trovare in mezzo a migliaia di parole. Non abbiate fretta, ormai vi hanno licenziato, no? Un giorno intero di 8 ore per sistemare il curriculum non è troppo, soprattutto è tempo ben utilizzato.

Una volta sistemata la presentazione – c’è chi crea anche un video cv; se ve la sentite si può aggiungere, non certo sostituire, a quello “cartaceo” – iniziate a sistemare tutti i vostri social, primo fra tutti Linkedin, e forse anche l’unico che possa aiutarvi davvero a trovare contatti utili.

3) Scegliete l’azienda

Nel 2018 sparare curricula a raffica non serve assolutamente a niente. Anzi, è davvero negativo per voi e il vostro umore e amor proprio. Contando l’invio di 200, 300 o anche più cv, e non avendo alcun riscontro, vi sentirete a terra.

Un invio massivo potrebbe servire se state cercando un lavoro come aiuto cuoco, come cameriere stagionale, come lavapiatti. Allora, forse, chi arriva primo viene assunto (si fa per dire…) prima che gli altri si decidano a spedire la mail.

Nessuna azienda seria, però, prende in considerazione curricula senza una lettera di presentazione, in cui abbiate scritto il motivo per cui avete scelto proprio loro. Lo so, lo so benissimo che non avete “scelto” solo loro, ma sono una delle trenta aziende a cui avete inviato una lettera di presentazione, ma così torniamo all’inizio.

In molti saremmo probabilmente felici di lavorare alla Ferrari, alla Maserati, alla Ducati. Orgoglio nazionale e mondiale del nostro piccolo paesucolo che vi ha appena licenziati, forse dopo anni di affezionata carriera. Molti sarebbero orgogliosi di lavorare in una azienda che valorizzi il tempo, che abbia una struttura dove sia possibile modellare la giornata di lavoro a seconda degli impegni fissi – ad esempio i bambini che escono da scuola (perchè escono alle 16? Chi può uscire dal lavoro alle 16 per prenderli, se non ci sono i nonni o le baby sitter?).

Quindi, a guardare bene, qualche interesse per qualche azienda lo avete. Perchè non comunicarlo via social, ad esempio con brevi messaggi, o creando una lettera di presentazione che contenga DAVVERO la motivazione che vi spinge verso quella società, e proprio quella?

C’è anche da dire che vi hanno licenziato, è vero, sarete a terra, verissimo, e penserete di avere tutto il mondo contro. La verità è che invece avete dell’esperienza, chi un po’, chi moltissima, e – si spera – delle capacità da spendere e rivendere con il futuro datore di lavoro. Non volete proprio fargli sapere cosa riceverebbe la sua azienda in cambio della vostra assunzione? Perchè dovrebbe provare voi e non uno più giovane e meno costoso? Altrimenti avranno avuto ragione, quelli di prima, a licenziarvi.

4) Soprattutto vivete, non vi hanno ucciso, vi hanno solo licenziato

Certo, quel “solo” è pesante come un macigno. Però non per quel motivo avete rinciato a vivere, no? E nemmeno quelli che avete intorno hanno scelto di dovervi vedere tutto il giorno piazzati davanti alla tv, a mangiare gelato o patatine (con quali soldi, poi?).

Iniziate una nuova routine, ma che sia una routine. Alzatevi presto la mattina, più o meno come eravate abituati “prima”, vestitevi in maniera decente, fate una passeggiata e approfittate del tempo che avete per andare a prendere il giornale, o il latte, o accompagnare i bambini a scuola. L’aria serve al cervello per immaginare cose nuove, per suggerire nuove idee interessanti.

Magari una delle nuove strade che sceglierete sarà quella della libertà, ma del grande impegno, che sta in una ditta tutta vostra. Ne parleremo, parleremo come iniziare e quali strade prendere per prime.

Per ora iniziate dal primo punto, e preparatevi perchè settembre arriva in fretta, e vi voglio pronti e “come nuovi”.

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