Avere il Piano B : tu ne hai uno?

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Avere un piano B è indispensabile. Sempre.
Se siamo nel gruppo degli -anta, parliamo con genitori, zii e magari suoceri e suocere, e il lavoro che ci raccontano è spesso fatto di assunzioni a 20 anni, o poco più se da laureati, per una quarantina successivi passati sempre nella stessa azienda.
Qualcosa di simile alla ex SIP (in molti non sapranno nemmeno cosa vuol dire questa sigla, vero?), Telecom, o comunque potenze generazionali di questo livello.

Nel nostro caso, se siamo fortunati, abbiamo un lavoro. Non parliamo di tempi, determinati o indeterminati sono parole a caso pronunciate con enfasi dai politici, in questo periodo, ma privi di significato nella vita reale, di tutti i giorni.
Bene che vada abbiamo un contrattino a partita iva, rinnovato ogni sei mesi, e con tutte le clausole che evitano possa essere considerato un lavoro continuativo.
Clausole che avrebbero un senso se esistessero dei sindacalisti che tengono non alla propria poltroncina in sky o in vellutino, ma al lavoro che svolgono, e davvero alla salvaguardia del lavoratore.

Scusate il piccolo inciso, ma l’esperienza nella vita è tale e tanta da toccare, spessissimo, argomenti di cui si parla in questo blog, e toccarli a livello personale, con esperienze che mettono i brividi, e che i più, purtroppo per loro, ignorano completamente.

Un piano B, dunque, mi può servire, se sono in una situazione florida, per pensare di cambiare lavoro. Nel resto dei casi, forse il 99%, il piano B mi servirà quando il capo, in ritardo rispetto all’appuntamento con l’amante di turno, in 4 minuti mi spiegherà che il mio ruolo non esiste più, e dunque sarò sostituito dal primo giorno della settimana successiva. Da una pianta.

Lavorare su un piano B, comunque, non comporta un enorme sforzo, ed è anche una attività costruttiva a livello cerebrale. Può essere dunque predisposta, anche senza, me lo auguro per voi, metterla in pratica.

Un piano B serve però moltissimo a superare quella sensazione di inutilità sociale, di avvilente presenza nel mondo, che necessariamente assale chiunque subisca un licenziamento, o comunque l’interruzione di un rapporto di lavoro o come lo vogliate “legalmente” chiamare.

Fermarsi a pensare ed elencare ciò che abbiamo accumulato finora nella vita, può servire a scegliere la strada migliore trovandosi preparati, e magari la strada che davvero sarà quella giusta, a differenza del lavoro precedente accettato, forse, per inesperienza o per una specie di prova con se stessi.

Per creare il proprio piano B personale, comincia a seguire questi punti, fondamentali.

1) Il bilancio delle competenze

Le tue competenze sono le tue capacità. In cosa sei brava/o? Che cosa ti piace e ti viene davvero bene, ogni volta? Che cosa ti fa divertire, o comunque sentire bene, e addirittura che cosa faresti anche se non ti pagassero, per puro piacere?

Inizia a scrivere le tue competenze, senza paura di essere banale, e appunta tutto, ma proprio tutto quello che viene fuori dopo questa prima riflessione.

2) Le caratteristiche del tuo lavoro ideale

Ora dimentica le competenze, e pensa, invece, quali siano le caratteristiche indispensabili del tuo lavoro.

Ad esempio alcuni studi hanno evidenziato come la gestione del tempo, intesa come flessibilità oraria, sia molto più importante per le donne, piuttosto che per gli uomini. Per questi, invece, la posizione e lo stipendio sono elementi molto più importanti.

Elenca, dunque, le caratteristiche che il lavoro ideale dovrebbe avere, per te.

  • Ti piace stare con la gente, in mezzo alle persone?
  • Vorresti un luogo all’aria aperta, magari addirittura in campagna, lontano da una città?
  • Vorresti, invece, viaggiare, vedere luoghi nuovi e persone sconosciute?
  • Oppure il tuo ideale è un ufficio con la scrivania e la pianta di fico come il megadirettore di Fantozzi?

Elenca tutto quello che è importante per te, e tutto quello a cui non vorresti mai rinunciare. La famiglia e il tempo per i figli, ad esempio, la stabilità economica o la serenità di un luogo lontano dai rumori della città.

3) Com’è la tua giornata ideale?

Ti piace svegliarti presto, oppure dormiresti volentieri fino alle 9 del mattino, magari recuperando il tempo la sera, quando ti senti comunque fresco e riposato?

Immagini di avere un lavoro a due passi da casa, oppure di andare in giro a trovare tutti i nuovi clienti, o ancora ti piace lavorare in un ambiente misto, di coworking con molte altre persone che si occupano di attività diverse dalla tua?

Lavori da solo in silenzio, oppure in un team e hai bisogno di confrontarti continuamente con altre persone, parlare e condividere idee?

Infine come ti immagini il tuo perfetto dress code? Un abito semplice, magari senza cravatta, oppure scarpe da ginnastica? Un tailleur oppure un vestito comodo e sbarazzino?

4) Fatto tutto. Quindi? Ora?

Bene, ora dovresti avere un elenco completo per ognuno dei punti richiamati sopra. E naturalmente ce ne saranno alcuni, speriamo molto più di uno, che si intersecano fra loro, e possono essere collegati con una linea continua e il nome di un lavoro reale.

Ecco che, piano piano, stai scoprendo quale sia il lavoro ideale, per te, il lavoro che faresti ogni giorno con allegria. Pensando al lunedì come a una giornata allegra e piacevole, e non come un peso assoluto.

Ora, se mai dovessi ricevere una brutta notizia dal tuo datore di lavoro, avrai nel tuo cassetto il tuo piano B, creato per l’occasione. E quello sarà davvero il momento di tirarlo fuori dal cassetto, spolverarlo, e proporsi a quelle aziende che hanno attività fra quelle dei tuoi punti principali.

Prepara la lettera di presentazione, è quella a fare tutta la differenza. Non buttare via tutto mandando una mail con allegato il tuo inutile e sconosciuto cv, che nessuno mai leggerà, e che sarà buttato nel cestino in un millisecondo. La presentazione, in questo lavoro, ti verrà davvero dal cuore, se avrai seguito tutti i punti richiamati prima. Usciranno frasi a fare davvero la differenza fra la tua presentazione e quella di qualunque altro candidato.

Anche se dovessi proporti per una candidatura spontanea, senza rispondere a nessun annuncio.

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