Ricominciare da capo, provare a diventare asceta

diventare asceta

Negli ultimi giorni, settimane o mesi, a seconda di quanto la gente che si rivolge a me sia o meno nella cerchia ristretta degli amici, parenti, conoscenti, mi sono sentito chiedere più volte se avessi deciso di diventare asceta.

Nel linguaggio comune non si danno i corretti significati a tutte le parole del vocabolario, e anzi spesso bisogna accontentarsi che l’interlocutore abbia almeno letto i “titoli” in un dizionario della lingua italiana. Quindi non è questo un trattato spirituale o filisofico o teologico sull’ascetismo. Me ne guarderei bene, non sarei in grado di parlarne, perchè non me ne sono mai occupato e mai ho studiato abbastanza questo modo di vedere la vita.

diventare asceta-lolli-oldQueste sono solo alcune pratiche semplici, fattibili, per abbandonare i dolori che la vita ci riserva e ci porta ogni giorno, e che spesso ci riempiono le giornate e l’anima.

1 – La vita è una, e unica

Per ora nessuno è tornato indietro, o, se lo ha fatto, non sembra ricordarsi di quello che ha vissuto nella sua permamenza precedente su questa terra. Diamo per buono che la vita sia una e unica per ognuno di noi. Chiariamo meglio: ogni secondo, ogni minuto vissuto, sono persi, sono passati e andati.

Volete vivere e rimanere su questa terra ubriachi fradici, incattiviti, drogati, nevrotici ogni secondo, ogni giorno che avete a disposizione, qui? A che cosa serve vivere, non sarebbe meglio, a questo punto, farla finita? Non dite che avete delle responsabilità, perchè qualsiasi moglie, marito, figlio, compagna o compagno sono sicuro che preferirebbe una vita libera dalla pesantezza della vostra, anche se dovesse rinunciare a qualche cento euro mensile che portate con il vostro lavoro. Ammesso che facciate almeno questo.

2 – Indagate i dolori di altri

Non siete unici, su questa terra, a meno che non sia rimasto questo articolo in rete dopo un olocausto nucleare. Guardate anche gli altri, che siano vicini o lontani. E non pensate “chi se ne frega”, semplicemente perchè si tratta di evenienze lontane, capitate a gente che non conoscete. Provate a immedesimarvi, se ci riuscite, provate a pensare se per mezz’ora diventaste QUELLE persone. Non c’è nemmeno bisogno di guardare su youtube i video dei poveri bambini nati senza braccia nè gambe, che arrancano per muoversi o si attrezzano per vivere in qualche modo usando la bocca come arto prensile. In pratica assomigliano a dei serpenti, solo che non vivono come questi rettili.

Non c’è bisogno di andare lontano, dicevo. Basta che vi facciate un giro nel reparto oncologico pediatrico più vicino, nell’ospedale di zona o in uno di quelli noti sul territorio nazionale. A me è capitato, e ho sentito di un povero padre che singhiozzava – mentre qui ne abbiamo alcuni che si sfogano perchè la moglie li ha lasciati con avvocati, giudici, assistenti sociali e quante più vendette possono mettere in campo. Il papà di questa bambina di due anni era impossibilitato a farla curare, perchè veniva da un paese extraeuropeo dove evidentemente non può esserci una reciprocità di cure mediche, come in Europa.

E piangeva, quel padre, perchè la bimba di due anni aveva un tumore fra i più aggressivi, un tumore che colpisce una percentuale talmente piccola di persone da essere davvero trascurabile. Eppure alla sua famiglia è capitato. E non sapeva come fare. E non sapeva come far curare la piccola. E forse sapeva che alla bimba mancavano solo alcune settimane di vita, con o senza cure. Perchè quel tumore è micidiale.

Direte “pazienza, non possiamo preoccuparci di tutti e di tutto”. Perchè no? Perchè i vostri problemi di traffico o di rotture di palle al lavoro o durante la riunione di condominio dovrebbero valere qualcosa, davanti a tutto questo? In fondo anche questa piccola vive, o forse viveva a questo punto, nello stesso pianeta dove siamo noi. E aveva gli stessi diritti di crescere e diventare grande, di crearsi una famiglia e magari dei figli.

Altro che diventare asceta, qui c’è da piangere per giornate intere.

3 – Inserite valori che non conoscete

La spiritualità non vuol dire vivere in chiesa e mettersi un saio addosso e flagellarsi ogni giorno la schiena. Questi sono eccessi. Se vi fanno stare meglio, fateli pure, ma non è questo il punto.

Spiritualità vuol dire abbandonare decisamente e completamente prima di tutto l’avidità. Che siate dei poveri disoccupati perchè vi hanno fatto fuori dopo 30 anni di onorata carriera, o imprenditori di successo che tentano di portare oltre confine quanto più denaro possibile, toglietevi di dosso l’avidità.

Questo è il primo passo. Vivete con quello che avete, dimenticate il consumismo e insistete per farlo dimenticare anche a chi avete accanto. Spesso si tratta di abitudini, e ovviamente non di necessità.

Piantatela di guardare i volantini con i televisori da 200 pollici, che nemmeno vi stanno in salotto, e piuttosto dedicate il tempo che passereste al centro commerciale per preparare la pasta a una fiera di zona o di paese, o, se non sapete cucinare come a Master Chef, dedicatevi a pulire i tavoli o a distribuire forchette. Questo dovrebbe essere alla vostra portata.

Dimenitcato il consumismo, dimenticati i problemi che avete ogni giorno, vi saranno molto, molto chiare le modalità di vivere una vita decente, che almeno possa provare a servire a qualcuno o a qualcosa. Senza dimenticare che esistono, oltre alle persone, anche gli animali e l’ambiente. E che un bambino di 10 anni, proprio un paio di giorni fa, mi ha stupito parlandomi del problema di chi, in oriente, ha l’abitudine di mangiare i cani. Un’abitudine secondo lui riprovevole, ma che raccontava senza gli eccessi di noi adulti, senza dire “oddio che schifo”. Pensando a una possibile soluzione, e proponendola per vedere se potesse essere condivisa.

Separazioni, divorzi, morti, anziani, licenziamenti, ricerca lavoro, nuove impresa, start up, ricerca clienti, perdita clienti, problemi di denaro, problemi di ex mariti ed ex mogli, impegni gravosi, lavoro pesante (da notare che poco prima c’è “ricerca lavoro”), stanchezza cronica, droga, alcool, ipertensione, malattia, cura dei parenti, preoccupazione per persone care, invidia, avidità, ricerca di ultimi ritrovati tecnologici, vendetta e ancora vendetta…

Solo una piccola, piccolissima carrellata di eventi che in molti di noi abbiamo vissuto, mi sbaglio? Specie se siamo sugli -anta o più.

Non vorrei insistere, ma mi potete dire se uno di questi punti possa combattere con il problema del tumore di una bimba di 2 anni? Nemmeno se il tumore lo avete in casa, a meno che non riguardi un povero piccolo, perchè si può anche accettare, in tutto lo sconforto possibile, che una persona adulta possa, a un certo punto, morire. Non, però, un essere che potrebbe avere davanti 80 anni di vita, che potrebbe vedere l’alba di un nuovo secolo, e cose che non possiamo nemmeno immaginare.

Provate a diventare anche voi un asceta. E quando vi ritorna il nervoso, quando vi sentite che non ce la potete fare, ripensate a tutto questo.


Queste sono persone che negli ultimi pochissimi giorni hanno mostrato di dare fiducia a ciò che facciamo con la mia piccola realtà (voi direte, ma che cosa fate? Ecco a questo link due parole su questo servizio in particolare, ma ce ne sono molti altri, ovviamente) e hanno mostrato che fidarsi delle persone giuste, davanti a numeri e non chiacchiere, porta a un vantaggio tutt’altro che da poco. Queste persone indicano che la strada intrapresa sia quella giusta, e danno ancora più valore a ciò che è scritto prima.

Fatemi una cortesia, cliccate per vedere ognuno di questi (no, non mi interessano i 10 click in più che potrò ottenere), e capirete quanto sono eterogenei, ma validi per sentirsi vivi e pieni. Questi imprenditori hanno dato fiducia, e sono SOLTANTO quelli degli ultimi 7/10 giorni.

Grazie a loro, ci si sente vivi, e si dimenticano tutte le invidie e cattiverie. Anzi, si pensa solo a fare bene, al meglio possibile, ed andare a letto soddisfatti, se pur distrutti!

 

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