Social Media Manager: come diventarlo in 5 punti e vivere di Social Media Marketing

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Questo breve pezzo mi è venuto quasi per forza, leggendo e rileggendo, specialmente su Linkedin, le professioni – ora Social Media Manager o Manager Social Media Marketing – di centinaia se non migliaia di ex disoccupati.

Vediamo come diventare davvero Social Media Manager, e non spacciarsi tali. Decidete voi, poi, se preferite millantare una professionialità che sarà smascherata nel giro di giorni, oppure se preferite davvero impegnarvi in una nuova professione, nuova anche per chi sia capace – e non sono tanti – di scrivere in lingua italiana o altri idiomi. Uno dei siti web che seguiamo come Lolli Group, ad esempio, si occupa da una parte di formazione, ed è Different Academy (qui il link), mentre l’altro – Different Magazine (qui il link) mette a disposizione consigli più generali e molto interessanti che dovrebbero far parte di un bagaglio culturale che si definisca completo.

1 – Imparate a scrivere in italiano

Dopo esservi riempiti la bocca di SEO, SEM, indicizzazione e della maggior parte dei termini inglesi possibili, che fa sempre figo, iniziate a scrivere sul serio. C’è gente che davvero pensa di esserne capace, ma che ha iniziato solo sul web. Magari solo sul proprio. Lo svantaggio di questa mondializzazione è che difficilmente si ha un metro di giudizio autorevole per capire se, tecnicamente, si stia seguendo una direzione corretta.

Anni fa, invece, un pezzo inviato al direttore di un giornale qualsiasi, di un caporedattore della rivista più di nicchia immaginabile, veniva scartato istantaneamente al secondo avverbio sbagliato o a un elenco infinito di puntini di sospensione, seguito da un altro elenco di altri venti puntini. Ora, invece, nessuno vi corregge un congiuntivo, nel vostro blog frequentato da 10 persone l’anno, compresi i fidanzati e le mamme, facendovi credere di essere capaci davvero di mettere giù un pezzo sensato.

Ed ecco che anche noi riceviamo curricula di persone che si propongono per scrivere, a 20€ a pezzo o anche più. Sono seri, quelli che li chiedono, anche se potremmo pensare a uno scherzo (il redattore di questo articolo guadagnerebbe circa 6/7000 euro al mese, con questo stipendio a pezzo).

Saremmo tutti ricchi, se fosse possibile davvero guadagnare così tanto. Un giornalista, o comunque chi sa scrivere, riesce a buttare giù un pezzo, rileggerlo e integrarlo in pochi minuti. Se molto lungo in qualche decina di minuti. Tranne, ovviamente, le indagini e approfondimenti che richiedono del tempo per reperire informazioni (ma che poi si mettono per iscritto nello stesso tempo).

Ci sono molti software che scrivono in italiano molto meglio della maggior parte dei sedicenti Social Media Manager nati negli ultimi anni. Un pizzico di umiltà, e magari leggete qualche libro di linguistica, se riuscite a ricordarvi dove mettono a disposizione i testi scritti su carta vera.social-media-marketing-lolli-old-consigli-2

2 – Imparate a scrivere SEO

Una volta che la lingua sia diventata un problema secondario, o meglio un non problema, dovete imparare a scrivere di nuovo. Scrivere per il “Giornalino dei quattrozampe liguri della riserva dei quattro venti”, pubblicato due volte l’anno in 4 pagine, letto da otto persone in tutto, è un po’ diverso da rendere un articolo veramente attraente per Google e per i motori di ricerca.

Google pubblica moltissime informazioni, anche se non tutte, da cui però potete comprendere e seguire le linee guida che permettano di posizionare il vostro articolo, e dunque il sito web che lo contiene, nelle prime posizioni della ricerca. Certo che se anche in questo caso la vostra fonte di informazione sono gli amici di un cugino di vostra sorella, che si occupa di web perchè ha fatto il quarto anno dell’ITC Informatico, andiamo male.

Cercate invece di sforzare il vostro cervello e i neuroni a comprendere gli articoli provenienti direttamente da Google, Bing, Yahoo e tutti gli altri motori di ricerca importanti, tradurli e provare a metterli in pratica.

Se lavorate per qualche cliente, un errore in questo ambito vi porterà assolutamente a una perdita di visitatori in generale, e a una frequenza elevatissima di bounce, quindi a essere salutati entro breve tempo, e bollati come incompetenti. E forse lo siete davvero, in questo caso.

3 – Coinvolgete il cliente

Vi sentite, certo, il più grande Social Media Manager del mondo, e soprattutto mettete la parola Manager in neretto sul biglietto da visita, se ne avete uno, perchè nessuno vi ha mai definito così, e forse non lo farà mai nessun altro che voi.

Non potete, però, decidere tutto da soli. Un pochino di umiltà vi farà molto bene, e – specialmente se siete all’inizio – potete imparare moltissimo e avere una direzione precisa coinvolgendo il vostro cliente in riunioni di progetto una volta ogni tanto, a cadenza regolare.

C’era chi, con me, voleva tenerne una ogni giorno, per un sito che aveva destinatari massimi intorno ai 200 elementi. Era un sito chiuso solo ed esclusivamente a loro. Se siete davvero capaci di fare il vostro lavoro, una riunione ogni giorno vi porta via troppo tempo, rispetto a quanto potreste decidare al lavoro vero.

Una alla settimana, però, potrebbe essere più che importante, addirittura necessaria. In quell’occasione farete vedere i numeri, che siano positivi o negativi. Chiederete il parere del cliente, e ASCOLTERETE quello che hanno da dirvi. Non potete certo sostituirvi alla loro esperienza, benchè poi dobbiate essere sufficientemente chiari a spiegare che il timone debba essere tenuto da voi.

Unica eccezione: quelli che vi dicono “sono 40 anni che abbiamo l’azienda e la gestiamo così, non puoi arrivare tu a dirci come dobbiamo fare”, lasciateli nel tempo di un “Grazie e arrivederci”. Anche se si tratta di soldi, almeno così pensate, non solo ve li faranno sudare e vi prenderanno molto più tempo del preventivato, ma avrete una marea di lamentele, nonostante non vi lasceranno mai le redini. social-media-marketing-lolli-old-consigli-1

4 – Date informazioni su quello che fate, e date numeri corretti

La maggior parte delle aziende che si sono rivolte a noi di Lolli Group, alla prima intervista, parlavano di numeri medi pari almeno al doppio, e qualche volta a dieci volte, il numero di visitatori reali.

Non so bene come facciano alcune ditte a mascherare quello che scrive Google Analytics, ad esempio, in modo molto chiaro, ma sicuramente lo fanno. E i clienti ci credono. L’ultimo, di pochi giorni fa, parlava di 500 utenti in media al giorno per il suo e-commerce, come dichiarato da chi si occupava prima di noi del suo sito web. La realtà parlava invece di un centinaio di utenti, poco più, poco meno. Un quinto di quello che credeva lui. In fondo è poco importante, perchè in quel caso la differenza la fanno gli ordini sul sito per acquisti online, ma è indispensabile che voi possiate partire da un “punto zero” assolutamente certo e noto, e condiviso con l’utente.

5 – Se sbagliate qualcosa, ammettetelo, e fate il possibile per recuperare

Se fosse davvero così facile, questo lavoro nel Social Media Marketing, come si vede dall’elenco delle competenze della maggior parte degli utenti di Linkedin, saremmo tutti a posto, ricchi, pieni di ordini e vantaggi.

La verità è che le persone sono sempre le stesse, sempre uguali, e si sono solo spostate dalla carta stampata, al web. Un articolo come questo, fatto di migliaia di parole, viene letto integralmente da una percentuale minuscola di persone. Tutti gli altri si limitano a leggere i titoli. Esattamente come prima facevano con la carta stampata.

Un annuncio pubblicitario colpisce se – ora – porta un video divertente, che si faccia notare. Prima ti prendeva il disegno della donna mezza nuda vista con gli occhiali a raggi X in vendita sui giornalini degli anni ’70. Cambia naturalmente la comunicazione, ma non sono aumentati gli amanti della lettura.

Non perchè tutti hanno Facebook che potete permettervi di spiegare con mille parole. Se volete farli fermare davanti a un messaggio, dovete aggiungere insieme la foto di un cuore, un tramonto, una farfallina o il solito gattino. Leggete anche qui le statistiche, il web ne è pieno, e leggete soprattutto i risultati di studi internazionali. Non limitatevi a parlarne con l’amico del cugino del cognato che ha fatto l’ITC.

Possibile che non capiate che un lavoro richiede impegno? E non chiacchiere?

Se sbagliate, comunque, spiegate bene al cliente come vi comporterete per rimediare, per recuperare. Oppure, e non vi ucciderà, chiedete un aiuto a una vera agenzia o a un consulente di Social Media Marketing. Qualche volta potrete ottenere anche dei consigli gratuiti, e tutto servirà a farvi crescere.

Sopra tutto, mi raccomando, non sentitevi esperti, perchè non lo siete. Specialmente se avete letto questo articolo. Umiltà, mi raccomando, e chiedete informatevi, studiate a fate formazione.

 

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